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lunedì, gennaio 19
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venerdì, gennaio 16
Salve,
le do tutte le informazioni di cui ha bisogno:
I librai, che intendono avere i libri della Aletti Editore, sia in vendita che in conto deposito, possono ordinarli direttamente utilizzando il fax ordini 0774/357673 o inviando una e-mail all'indirizzo info@alettieditore.it
La ringrazio,
Pierluigi
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venerdì, gennaio 02
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GUIDA ALL'ACQUISTO...
I titoli, grazie al catalogo Alice - CD Rom, possono essere ORDINATI, per mezzo del codice ISBN, IN TUTTE LE LIBRERIE italiane, indicando semplicemente il nome dell'autore e il titolo dell'opera.
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N.B.: i titoli possono essere acquistati direttamente
dalla casa editrice
(la Aletti Editore vi regala le spese di spedizione!!!),
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in cui devono essere indicati:
Nome:
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Titolo del volume: “ROTTE MUTANDE o l’inquietudine dell’eterno cercare”
Quantità di copie:
Il pagamento avviene tramite contrassegno postale.
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La Aletti Editore vi
regala le spese di spedizione.
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I librai, che intendono avere i libri della Aletti Editore, sia in vendita che in conto deposito, possono ordinarli direttamente utilizzando il fax ordini 0774/325857 o inviando una e-mail all'indirizzo info@alettieditore.it
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ROTTE MUTANDE o l'inquietudine dell'eterno cercare
Globale
Informazioni di base
| Tipo: |
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| Descrizione: |
Sunto, sinossi, sintesi, riassunto ke dir si voglia...
“I treni passavano senza più tornare. Jin li osservava allontanarsi. Vedeva la sua vita avvizzirsi e non faceva niente per salvarla, per darle un senso. Si nascondeva dietro la mediocrità di una società malata. Vi si perdeva senza reagire, sentendosi ormai troppo vecchio. E più aspettava, più si sentiva vecchio. E più si sentiva vecchio, più era arrendevole e in preda alla disperazione.”
Jin è un giovane insoddisfatto della vita che conduce. Teme di consumare i suoi anni migliori in una monotona ed inutile routine. Lentamente precipita in un inferno artificiale fatto di alcool, sesso e solitudine. Scoprirà che solo cadendo ci si può rialzare. Cercherà la felicità in India, lontano da tutto e da tutti. Ma il suo vero viaggio sarà un eterno percorso interiore durante il quale avrà modo di riflettere, di meditare sul significato della vita, sull’eterno dualismo tra spiritualità ed esperienza, tra l’accontentarsi e il ribellarsi, tra l’immobile stanziare e l’infinito peregrinare.
“Sono solo un bambino che non vuole rinunciare a niente, che ha paura di invecchiare, di svegliarsi un giorno spento e insoddisfatto. Ho paura di ritrovarmi incapace di amare, represso, sposato ma solo. Sento che ho bisogno di sfogarmi, di cercare, di non rispettare le regole, di fare lo stupido, di sbagliare, di vivere alla giornata, di cadere, rialzarmi e cadere ancora. […] Voglio vedere come è fatto il mondo. Voglio viaggiare. Voglio scoprire. Voglio volare. Voglio.”
Nota Biografica
Pierluigi Tamanini è nato il giorno di natale del 1977. Si è laureato
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Rotte mutande o l'inquietudine
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| Publisher: |
Aletti |
| Author: |
Tamanini Pierluigi |
| Topic: |
Others |
| Year: |
2008 |
| Collection: |
Gli emersi narrativa |
| Details: |
pg. 300 |
| EAN Code: |
9788876806377 |
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http://www.libreriauniversitaria.it/rotte-mutande-inquietudine-tamanini-pierluigi/libro/9788876806377
Pierluigi Tamanini
ROTTE MUTANDE
O L'INQUIETUDINE DELL'ETERNO CERCARE
“I treni passavano senza più tornare. Jin li osservava allontanarsi. Vedeva la sua vita avvizzirsi e non faceva niente per salvarla, per darle un senso. Si nascondeva dietro la mediocrità di una società malata. Vi si perdeva senza reagire, sentendosi ormai troppo vecchio. E più aspettava, più si sentiva vecchio. E più si sentiva vecchio, più era arrendevole e in preda alla disperazione.”
Jin è un giovane insoddisfatto della vita che conduce. Teme di consumare i suoi anni migliori in una monotona ed inutile routine. Lentamente precipita in un inferno artificiale fatto di alcool, sesso e solitudine. Scoprirà che solo cadendo ci si può rialzare. Cercherà la felicità in India, lontano da tutto e da tutti. Ma il suo vero viaggio sarà un eterno percorso interiore durante il quale avrà modo di riflettere, di meditare sul significato della vita, sull'eterno dualismo tra spiritualità ed esperienza, tra l'accontentarsi e il ribellarsi, tra l'immobile stanziare e l'infinito peregrinare.
“Sono solo un bambino che non vuole rinunciare a niente, che ha paura di invecchiare, di svegliarsi un giorno spento e insoddisfatto. Ho paura di ritrovarmi incapace di amare, represso, sposato ma solo. Sento che ho bisogno di sfogarmi, di cercare, di non rispettare le regole, di fare lo stupido, di sbagliare, di vivere alla giornata, di cadere, rialzarmi e cadere ancora. […] Voglio vedere come è fatto il mondo. Voglio viaggiare. Voglio scoprire. Voglio volare. Voglio.”
Collana "Gli Emersi - Narrativa "
pp.300 €20.00
ISBN 978-88-7680-637-7
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martedì, agosto 12
O M E R I C O N O S C E R L A
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Riconoscere la semilanceata per il neofita non è un'impresa semplice. Si tratta di una specie che presenta caratteristiche morfologiche estremamente variabili in relazione ai luoghi e alle condizioni climatiche in cui è cresciuta. A causa del fenomeno dell'igrofania, il colore e la consistenza possono variare dal bianco-crema, compatto, al marrone-grigio-verde oliva gelatinoso-traslucido, e questo disorienta non poco l'aspirante cercatore che voglia ricavare dalle varie immagini disponibili un riferimento sufficientemente preciso.
Fortunatamente esistono dei dettagli abbastanza inequivocabili che consentono ad un occhio esperto di riconoscere la semilanceata a colpo sicuro. L'ideale, se non avete mai avuto la possibilità di osservare da vicino un esemplare fresco, sarebbe di convincere qualcuno che già conosce il funghetto ad accompagnarvi sul campo per una ricerca "guidata" (consiglio: inutile perdere tempo alle mostre micologiche dove troverete di tutto ma non la semilanceata). La prima cosa da mettersi in testa è che il funghetto nella maggioranza dei casi è molto più piccolo di quello che pensate, e quindi ci si deve accingere alla sua ricerca non con l'occhio del cercatore di porcini ma piuttosto con quello del... cercatore di mirtilli, con la differenza che le capocchie non sono blu ma del colore del suolo su cui state camminando. In molti casi il cappellino della semilanceata è ben mimetizzato tra i fili d'erba, e quindi c'è il rischio di non vederlo e passare oltre, oppure di calpestarlo, oppure di abbandonare il prato sconsolati quando invece il sito che state esplorando probabilmente è pieno di semilanceata. Armarsi quindi di molta pazienza, e una volta scelta una zona di prato in base ai criteri di cui si è detto, insistere a fondo, guardare e riguardare prima di cambiare posto.
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| Ci sono alcune specie di piccola taglia che dividono il loro habitat con la semilanceata. Si tratta di una presenza numericamente inferiore ma più appariscente; queste specie costituiscono di solito l'oggetto dei primi avvistamenti, e comunque rappresentano un buon segnale: se sono presenti vuol dire che la zona è adatta anche alla semilanceata (attenzione però: sono presenti anche prima che la semilanceata inizi a fruttificare).
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Anzitutto è probabile che ci siano dei Panaeolus. Si tratta di un genere considerato psilocibinico, ma almeno per quanto riguarda le nostre latitudini la sua fama è decisamente immeritata. Alcune varietà tropicali hanno un contenuto molto significativo di psilocina e psilocibina, ma le varietà alpine al massimo ne contengono tracce... alcune ricerche hanno concluso che il Paneolus sarebbe un fungo "a psilocibinità latente", che cioè in alcune condizioni produce i principi attivi e in altre no; ai fini pratici il discorso per quanto ci riguarda cambia poco. A differenza della semilanceata, il Panaeolus è un fungo fimicolo, che cioè spesso (ma non necessariamente) cresce sopra allo sterco delle vacche. Le specie più diffuse sono due, il Panaolus sphinctrinus alias campanulatus alias papilionaceus e il Panaolus ater. La taglia di questo fungo è in genere superiore a quella della semilanceata, e presenta delle carattestiche morfologiche molto regolari: gambo dritto, cappello campanulato, che nel caso del papilionaceus presenta un bordo frastagliato a causa dei residui del velo. Le lamelle sono color grigio chiaro, e il colore del cappello ricorda a volte quello di un tartufo al cioccolato... Riportiamo qua a fianco l'immagine di un Panaeolus di piccola taglia (altezza reale 4-5 cm). |
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Altra abituale compagna della semilanceata è una parente più stretta, la Psilocybe semiglobata, detta anche Stropharia semiglobata (i confini tra le due famiglie Stropharia e Psilocybe non sono molto definiti; a seconda dell'autore che le classifica molte specie presentano ora l'uno o ora l'altro nome, ad es. Psilocybe cubensis oppure Stropharia cubensis, con prevalenza negli ultimi anni per il nome Psilocybe). La semiglobata, come suggerisce il nome, si distingue per il cappello che ha una forma emisferica in genere molto regolare, consistenza piuttosto carnosa e lamelle attaccate al gambo (e non alla sua estremità superiore), bianche quando il fungo è giovane e scure quando è più vecchio e ha già iniziato la produzione di spore. Il cappello di solito è color crema o giallo lucido, quindi molto visibile. A volte lanche la semiglobata si presenta con il cappellino a punta: in questi casi il colore più intenso, la carnosità del cappello e le lamelle attaccate al gambo indicano che non si tratta della semilanceata.
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E veniamo ora alla semilanceata. La sua forma più classica, e più facilmente distinguibile, è quella raffigurata nella prima pagina di questa guida, e riscontrabile anche nell'esemplare riprodotto qui a fianco. Il cappello ha la forma di un capezzolino; altre volte ha la forma di una lancia (avete presente il segno delle "picche" nelle carte?), da cui il nome semilanceata; altre volte ancora ha la forma di una campanella. Purtroppo il principale segno distintivo della semilanceata, ovvero la terminazione umbonata - per intenderci la "tettina" - non è sempre presente. I micologi sono giunti alla conclusione che esistono due specie molto simili di Psilocybe, praticamente identiche se si eccettuano l'umbone ed altri rilievi che è possibile effettuare solo con potenti microscopi: la Psilocybe semilanceata, appunto, e la Psilocybe strictipes alias callosa. L'unica differenza è rappresentata dall'assenza del rilievo sulla sommità. Ad ogni buon conto le due specie crescono assieme, negli stessi posti e nella stessa epoca, e presentano caratteristiche identiche sotto tutti gli altri profili.
Il punto fermo nell'identificazione della semilanceata è rappresentato dalle lamelle, color marrone (più il fungo è maturo, più scure sono), abbastanza scomposte, e soprattutto non attaccate al gambo: "risalgono" cioè all'interno del fungo e si attaccano sotto la sommità, ovvero sotto l'umbone ove presente. Se le lamelle sono bianche, non è la semilanceata. Se le lamelle sono attaccate al gambo e "riempiono" il cappello, non è la semilanceata. Se è presente un residuo del velo sul gambo, cioè un anello, sicuramente non è la semilanceata.
Un altro indizio inequivocabile a volte si trova nel gambo. In rari casi è diritto, ma più spesso presenta delle storture dovute al percorso che il funghetto ha dovuto seguire per districarsi nell'intreccio dei fili d'erba (vedi ancora l'immagine accanto). Se il gambo ha questa forma snodata non ci si può sbagliare: in ogni caso la consistenza del gambo è assai particolare, compatta ed elastica, e una volta che lo si è esaminato è facile ricoscerla anche se si presenta in altre forme.
Terzo particolare su cui soffermare l'attenzione è la terminazione del gambo. Il cappello può avere un diametro di appena pochi millimetri, ma non è raro che il gambo si insinui nei cespiti d'erba per molti centimetri. Il funghetto va colto con delicatezza scendendo con le dita fino al termine, altrimenti il gambo si può spezzare. Se riusciamo a cogliere il fungo intero, la maggior parte delle volte potremo notare che la terminazione si schiarisce, e spesso presenta dei fili di micelio bianco lanuginoso, a mo' di piccole radici.
Passiamo ora alle caratteristiche morfologiche influenzate dall'igrofania. Se l'aria in cui il fungo è cresciuto è relativamente secca, oppure se è cresciuto in un luogo esposto al sole, il colore del cappello può variare dal bianco al giallo paglierino al crema, con un'accentuazione della tonalità alla sommità del cappello. Il colore sfuma, e si frastaglia in corrispondenza dei bordi del gambo, che possono apparire striati di nero. Nei punti in cui viene manipolato/graffiato il fungo lentamente (molto più lentamente di altre specie) assume una colorazione bluastra. Altre volte, se è il funghetto è cresciuto al riparo dal sole o in condizioni particolarmente umide e fredde, il cappello e il gambo anziché bianchi sono color marrone, grigio o verde oliva, traslucidi, e alle estremità del cappello appaiono delle striature. Bisogna tener presente che se l'aria in un secondo momento si secca, il funghetto tende ad assumere il suo colore tipico tendente al bianco, partendo dal centro del cappello: i funghi che sul prato appaiono gelatinosi/verde oliva, solitamente già all'interno dell'abitacolo dell'automobile, perdendo l'umidità, si trasformano da lucidi in opachi, e diventano biancastri con segni blu (tenui) nei punti in cui sono stati toccati.
C O M E T R O V A R L A
Dell'habitat abbiamo detto; restano da lumeggiare alcuni altri aspetti legati alla ricerca di questo fungo. La semilanceata è per le nostre latitudini il corrispondente dei funghi considerati sacri dalle civiltà precolombiane; si tratta insomma di un fungo magico.
Non ci si deve sorprendere se questa sua natura si manifesterà giocando qualche scherzo ai cercatori. In altre parole, è possibile che la sua ricerca dia buoni risultati oppure no a seconda dello spirito e della purezza delle intenzioni delle persone che la stanno cercando. Può capitare che in un'area molto vasta la semilanceata sia presente solo in pochi metri quadrati. Il cercatore amico non dovrà perdere più di cinque minuti per lasciarsi guidare in quel posto preciso; altri potrenno cercare per ore, fino a spezzarsi la schiena a forza di scrutare il terreno, ma non troveranno nulla. Una volta che un esemplare abbia deciso di concedersi alla vostra vista, guardatevi attentamente intorno, è molto raro che sia solo, come minimo sarà presente la sua famiglia che può essere a volte molto numerosa.
Un buon modo per entrare in sintonia col funghetto è di documentarsi bene prima di intraprendere la sua ricerca. Il contegno del cercatore è altrettanto importante, deve cercare di essere una presenza discreta e rispettosa dell'ambiente naturale in cui si muove (ad es. deve evitare di correre per i prati schiamazzando, evitare di abbandonare rifiuti, evitare di disturbare gli animali nei pascoli, eccetera).
Se siete riusciti a convincere qualcuno ad accompagnarvi in un posto dove cresce la semilanceata, è vostro preciso dovere non accompagnare lì altre persone. Se ne avete voglia, mettetevi alla ricerca in altre zone della vostra regione, e solo quando ne avrete scoperta un'altra di "vostra" sentitevi autorizzati a condividerla con qualcun altro. La semilanceata cresce pressoché in ogni provincia dell'arco alpino e appenninico, ma ciò nonostante si dice in giro che cresca solo in due o tre posti - ironia della sorte, non sono neanche quelli dove ce n'è di più. Queste località sono meta di un disdicevole pellegrinaggio di persone che cercano una scorciatoia (e che magari, rispetto al posto dove abitano, fanno centinaia di chilometri in più del necessario!); si tratta in genere di gente che si comporta in maniera stupida, attirando l'inopportuna ostilità degli abitanti del posto, e - è già capitato - l'ancor più inopportuna attenzione delle forze dell'ordine.
Infine, ultima per ordine ma non certo per importanza, una regola che si è ormai consolidata in anni di esperienze: la ricerca non va condotta in gruppo, ma al massimo in due persone, altrimenti i risultati saranno inesorabilmente scarsi.
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IL BONSEKI

I Bonseki sono da considerarsi dei giardini Zen a tutti gli effetti.
L'unica differenza sta nelle loro dimensioni ridotte (da una superficie minima di 30 cm quadrati ad una massima di 200x150) che li rendono dei "giardini da tavolo".
Sono utilizzati sia come elemento d'arredo che come angolo di meditazione e riflessione.
Questi giardini Zen in miniatura sono di facile manutenzione.
La loro ghiaia è molto fine e richiede una frequente pettinatura.
In essi devono essere rispettati tutti i canoni tradizionali, quali il posizionamento delle pietre, la rappresentazione delle onde sulla sabbia e, opzionalmente, i fiumi di roccia.
La loro struttura portante, simile ad una cornice, è in legno di colore, preferibilmente, nero. La sabbia deve essere quella adatta, di colore bianco o grigio chiarissimo.
E' d'uso allestire il Bonseki sulla falsa riga dei giardini famosi, al fine di ricreare nella propria abitazione le ambientazioni e le emozioni suscitate dalle opere dei grandi artisti giapponesi.
Il Bonseki deve essere posizionato preferibilmente al centro di una stanza oppure sul lato ovest della stessa. Il giardino in miniatura deve essere illuminato dalla luce del sole durante il giorno. Nelle ore notturne va illuminato con una lanterna in carta di riso o in bambù.
Visita la sezione prodotti per ACQUISTARE UN BONSEKI
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lunedì, agosto 11
"....cambiare sistema, regole, ritmi, abitudini, latitudine, non alla ricerca ossessiva della ricchezza materiale, ma dando piuttosto valore alle semplici umane esperienze e rincorrendo il sogno per certi versi possibile, di vivere due volte in una stessa vita."
Il realizzatore di sogni
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tatoo bonsai
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martedì, agosto 05
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IL BRASILE PER IL SUO CLIMA, PER LE SPIAGGE IMMENSE, PER IL POPOLO COSI' ALLEGRO E OSPITALE
HA UNA VOCAZIONE TURISTICA INNATA , MA OGNI CITTA' HA CARATTERISTICHE DIFFERENTI CHE QUI ABBIAMO CERCATO DI RIASSUMERE.
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RIO DE JANEIRO
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PERCHÉ SI
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PERCHÉ NO
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NATAL
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PERCHÉ SI
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PERCHÉ NO
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Se non vi piacciono le persone lente, riflessive, pacate e solari
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Se non vi piacciono i luoghi relativamente tranquilli
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Se non vi piacciono i luoghi poco famosi
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Se non vi piacciono i luoghi piccoli e raccolti
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Se non siete pronti a qualsiasi inconveniente
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E sopratutto se non vi piacciono il sole e il mare
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SALVADOR BAHIA
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PERCHÉ SI
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Dopo qualche giorno che sei a Salvador ti pare di essere vissuto qui da sempre
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Per la sua storia (Pelourinho è patrimonio storico nazionale)
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Per la varietà dei 200 km di spiagge, molte ancora inesplorate
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Nonostante le situazioni a volte drammatiche in cui questo popolo vive, nell'aria senti sempre allegria, voglia di vivere di divertirti
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Per la varietà delle sue coste, con le meravigliose spiagge
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Per le affollate spiagge le meravigliose isole deserte dove la natura la fà ancora da padrona
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Per l'architettura coloniale, le chiese barocche, l'artigianato tipico
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Per le simpatiche ragazze
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Per i piccoli municipi dall'aria ancora medioevale
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Per la sua forte musicalità e ritmo
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Per il suo fascino speciale
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Perchè è terra di poeti ed artisti
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Per il suo Carnevale coinvolgente
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Le persone convivono in armonia, sanno godersi il sole sempre presente nell'eterna estate tropicale
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PERCHÉ NO
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A volte ti puoi trovare in situazioni difficili, dovute spesso alla miseria in cui vive molta di questa gente, ad esempio scippi, o prostituzione minorile.
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PORTO SEGURO
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PERCHÉ SI
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PERCHÉ NO
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FORTALEZA
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PERCHÉ SI
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Per il popolo ospitale
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Per i trecento giorni di sole all' anno
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Perchè tutto il divertimento è sempre a prezzi accessibili
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Belle e simpatiche donne
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Strutture di hotel e appartamenti di recente costruzione
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Per i 145.693 kmq di spiagge, colline e deserto che fanno del Ceará una delle rotte turistiche piú ambite del Brasile e del mondo.
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Per il divertimento garantito e una infinità di attrazioni turistiche
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Per il Centro Culturale Dragão do Mar
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Per la tradizionale fiera dell' artigianato
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Città sicura e poco violenta
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PERCHÉ NO
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FLORIANOPOLIS
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PERCHÉ SI
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E’ il capoluogo brasiliano con la miglior qualità di vita
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Ha 42 spiagge, il 46% del suo territorio e’ area di preservazione e possiede ottimi servizi urbani e infrastrutture turistiche.
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Ci sono centri commerciali, dancing e vita notturna movimentata.
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Si può passare la notte nei locali e boite fino al mattino
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Ha una grande scelta di locali notturni per tutti i gusti.
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E’ chiamata l’isola della magia e ciò si evidenzia in tutti i migliori punti turistici e storici ancora oggi ben conservati. Ponte Hercílio Luz costruito 70 anni fa, per esempio, è la sua immagine più importante.
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Belle e simpatiche donne
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Strutture di hotel e appartamenti di recente costruzione
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Il suo patrimonio storico si incontra in tutte le case, strade e monumenti.
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Per il divertimento garantito e una infinità di attrazioni turistiche
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Lo stato di S. Catarina ha ospitato molti italiani nell’epoca dell’emigrazione ante e dopo guerra, perciò molte imprese sono di famiglie italiane e meritano il nostro rispetto.
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Le sue spiagge sono adatte alla pratica del surf, immersione, sci acquatico.
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Città molto sicura e quasi priva di episodi delinquenziali
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PERCHÉ NO
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COSTO MEDIO DELLA VITA RAFFRONTATO AL NORDITALIA

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PROMOBRASIL
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« Risposta #1 inserita:: 15 Luglio 2008, 14:16:26 »
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Ciao !
Ho letto il tuo post e desideravo brevemente darti alcune notizie che spero ti possano aiutare.
Ti scrivo da Natal ove mi sono trasferito con la mia famiglia da non molto, ma che frequento da oramai 10 anni.
Per quel che concerne il visto permanente ( non la cittadinanza ), questo si ottiene alla fine di una serie di noiosi adempimenti burocratici ( meglio avere un commercialista locale per districarsi ..) e con un investimento di US$ ( dollari americani ) 50.000,00.
In alternativa, lavoro alla mano, credo potresti trovare chi ti possa offrire una possibilità per rimanere oltre i 6 mesi.
Per il lavoro la strada è forse più semplice; si tratta di mettere in campo la propria volontà e cercare un' opportunità.
Qui a Natal lo straniero è visto come chi, venendo dal 1° mondo, è potenzialmente più avanti per concetti, capacità, ed affidabilità quindi questa può sempre essere una buona carta da giocare ...
Mediamente qui a Natal la voglia di fare e la qualità del lavoratore locale è piuttosto bassa per non usare altri termini...
Con pazienza ed intraprendenza non credo ci vorrebbe molto a trovarsi un lavoro; casomai il problema è quanto lo pagherebbero.
Qui lo stipendio base è di 420,00 R$ ( Real ) ossia al cambio odierno pari ad € ( Euro ) 170,00 !
Per vivere onestamente fuori dalla zona turistica oggi ti servirebbero circa R$ 1.500,00/2.000,00.
All' inizio credo potresti trovare al massimo un lavoro da 800,00/1.000,00 R$ .., quindi significa che per i primi mesi dovresti coprire la differenza tra entrate ed uscite con il denaro portato da casa.
Ti faccio presente che qui la sanità pubblica è mal messa e quindi sarebbe necessario un piano di salute privato ( costo circa 150.00,00/200,00 R$/mese ); ho già incluso questa spesa nel budget che ti ho menzionato pocanzi.
Per inserirsi nel minor tempo possibile è' fondamentale la padronanza nella lingua Portoghese che comunque non è di difficile comprensione per noi latini.
Il miglior sito tematico che conosco è il seguente :
http://www.promobrasil.it/
Questo è quanto più o meno chiedevi,...spero di essere stato abbastanza chiaro pur nella brevità.
Un in bocca al lupo per la tua decisione e non desistere MAI dal realizzare i tuoi sogni .. !!
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melusina
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« Risposta #2 inserita:: 17 Luglio 2008, 13:19:56 »
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Grazie. Grazie per la tua risposta. Non potevo sperare di meglio visto che tu sei già lì e che almeno mi hai dato qualche notizia un pò più diretta. Mi stò dando da fare per partire e venire a Natal tra ottobre e novembre per trovare sul luogo le risposte che mi mancano e trovare la strada che mi faccia tornare in Italia solo per fare le ultime valige!!
Se magari ti capita di sentire qualche opportunità che ti sembra interessante, senza impegno ovviamente, fammela sapere.
Sei stato comunque molto gentile ed utile e sicuramente non abbandono il sogno!
Un saluto grandissimo. Betta
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CONSIGLI PER CAMBIARE VITA 15/6/2008
Pubblichiamo un articolo apparso sul sito spagnolo www.univision.com a firma Maria Jesus Rivas.
Consigli per cambiare vita
E' possibile trasformare la nostra vita ? Dopo aver relegato i nostri sogni e desideri all'ultimo posto di una vita insoddisfacente e fatta di routine, è ancora possibile cercare di vivere bene, soddisfatti e felici ? A quanto pare sì, seguendo alcune semplici tecniche.
Il momento di dire basta
Isabel, medico endocrinoglogo di 43 anni ha lasciato il suo ospedale per diventare monaca di clausura; Kim professore di liceo decise di sottoposi all'operazione che l'avrebbe reso donna; a 47 anni Miguel scelse di abbandonare la sua carriera di chef in un rinomato ristorante per dedicarsi alla ristrutturazione di abitazioni di piccoli villaggi spagnoli; Clara era giudice e oggi oltre ad insegnare danza classica è ballerina. Era arrivato per loro il momento di dire “Basta” di decidere di iniziare da zero una vita nuova. Non era abbastanza “ritoccare” un po' la vita di tutti i giorni, renderla più accettabile, era necessario un cambio radicale, certo pensato e ben valutato, che avrebbe dato cambianto totalmente il loro modo di vivere. Ma cercavano la felicità, e così facendo l'hanno trovata. Alcuni cambiano sesso, paese, cultura, religione, altri modificano la propria professione o l'attività, ma una cosa è comune a tutti : lo stupore, l'incredulità e la sorpresa di chi è loro vicino. Il cambiamento è una decisione difficile da prendere – dicono gli esperti – ma una volta presa i primi a sorprendersi sono proprio i protagonisti, coloro che hanno scelto di cambiare. Una cambio totale di vita, lasciando tutto ? Tutti prima o poi ci pensiamo, quando siamo oppressi dalla routine e dallo stress. I casi reali di Isabel, Miguel, Kim e Clara ci dimostrano però che si può cancellare tutto, cambiare radicalmente, crearsi una nuova vita. Prima di tutto però è necessario e fondamentale conoscersi molto bene.
Il cambiamento non è facile
Sebbene il più delle volte non sia necessario un cambiamento radicale per migliorare la vita di tutti i giorni, ma sia sufficiente introdurre delle piccole accortezze, gli studiosi hanno scoperto recentemente che la voglia di lasciare tutto e ricominciare da zero avviene in coincidenza della cosiddetta “crisi di mezza età”,cioè nel momento in cui ci si ferma a fare un bilancio di come si è vissuto e di cosa si è realizzato. Il cambiamento radicale è un passo difficile da compiere a qualsiasi età e spesso la routine e i legami affettivifungono da paravento. L'inerzia, gli obblighi familiari, l'illusione della sicurezza e la precarietà di un posto di lavoro sono ostacoli posti lungo il cammino verso il cambiamento, per non parlare della paura e dell'ansia che inplica una dcisione così radicale. Nonostante tutto però – dicono gli esperti - si può scegliere di cambiare il proprio destino, lasciandosi alle spalle l'insoddisfazione e il malessere, dopo aver riflettuto attentamente e profondamente e seguendo gli adeguati iter. Sempre più persone si sentono vittime di uno stile di vita inerte, noioso e sentono di aver perso il controllo della propria vita, del proprio destino. Quando questo malessere è marcato le persone si sentono intrappolate in una realtà che non si sono scelte, e desiderano cambiare, cercando di crearsi una vita che rispecchi di più i loro sogni e desideri.
Analizzare il cambiamento
Prima di tutto si devono analizzare, riconoscere e ricondurre alle cause prime, gli attegiamenti che si mantengono in caso di successo o insuccesso, poiché è in queste eventuali insicurezze, timori o comportamenti accomodanti che si devono effettuare i principali cambiamenti. Cambiare la forma senza cambiare la sostanza conduce solo e sempre alle stesse conclusioni. Se si aspira ad un cambiamento che apporti una vita gratificante si può cadere nell'errore, molto comune, di idealizzare il proprio futuro immaginando un paradiso fantastico e perdendo di vista la realtà. Più il progetto di cambiamento si allontana dalle nostre reali, oggettive possibilità, più sarà vicina la delusione. Vivere in campagna o cambiare lavoro sono cambiamenti possibili solo se si è in grado di riconoscersi nei prorpi progetti, altrmenti si richia di cadere nelle trappola di un falso cambiamento. Spesso chi è annoiato dalla propria vita si crea l'idea di scomparire, di lasciare tutto per ricominciare tutto daccapo, come quelle persone che decidono di abbandonare il lavoro in città per trasferirsi in un piccolo paese. È una fuga, e quando si fugge da un conflitto questo si ripresenterà di nuovo : è sempre meglio riconoscerlo, affrontarlo e poi decidere se cambiare vita radicalmente è ancora ciò che si desidera.
Un Viaggio interiore
Un altro errore comune è quello di cercare di cambiare tutto facendo in modo che nulla cambi. E' il caso di chi cambia lavoro per delle aspettative : trovarsi in un posto più piacevole, avere più tempo libero, dedicarsi a qualcosa di più incentivante. In realtà il malessere che genera qesti pensieri non ha origine nel campo lavorativo, ma in se stessi per poi tradursi in una serie di abitudini che si vanno a sommare alla routine quotidiana. Il passo da cui partire prima di affrontare qualunque cambiamento consiste in un viaggio interiore, scoprirsi, re-incontrare la propria identità, la propria natura profonda. Secondo la psicologa e psicanalista spagnola Marga Pascual, “se dopo aver analizzato a fondo questa decisione si crede che la distanza tra il desiderio e la possibilità reale della sua realizzazione sia enorme, allora si è pronti ad affrontare il cambiamento e tutte le sue conseguenze. Un cambiamento di successo non è una distruzione, ma un'evoluzione che salva il salvabile e migliora il migliorabile”. Per questo conviene sempre progettare una meta precisa, realizzare un piano per ottenerla, essere realisti, creativi e flessibili, senza improvvisare. Non bisogna nemmeno auto ingannarsi e accontentarsi di spostare il proprio malessere da un punto geografico ad un altro.
Iniziare il processo di cambiamento
Per darsi una seconda opportunità (dal cambiare lavoro a fare il giro del mondo, iscriversi all'università o dedicarsi ad opere umanitarie) La dottoressa Pascual suggerisce sei punti base che ci possono aiutare a rendere la vita più soddisfacente. Prima di tutto si deve riuscire a distinguere tra un malessere esistenziale ed una inquietudine momentanea. Se la differenza tra le proprie aspirazioni e la realtà è notevole varrebbe la pena analizzare la propria esistenza e ripianificare ciò che ci scontenta. A volte l'infelicità è data dal fatto di essere poco obiettivi o dal non vedere con chiarezza ciò che ci piacerebbe fare o essere, quindi è necessario riflettere, spezzare l'inerzia ed attuare con decisione i giusti cambiamenti. Spesso questa semplice riflessione evita azzardi e delusioni. Se comunque la decisione di cambiare radicalmente vita rimane, lo si deve pianificare bene. Ci si deve concedere tempo per conoscersi bene e capire ciò che realmente si vuole, soppesare e maturare bene il desiderio di cambiare. L'ansia può essere uno stimolo, ma può anche bloccare la capacità di pensare razionalmente. Si devono analizzare a fondo le proprie risorse (economiche ma anche e soprattutto di adattabilità, e creatività) per essere sicuri di poter affrontare bene qualunque difficoltà. Il progetto va poi pianificato : deve essere realista,sensato e in accordo alle proprie possibilità. Si devono affrontare i propri limiti per non ricadere negli errori già commessi. Si devono raccogliere le informazioni necessarie e possibili che aiutino alla realizzazione del progetto evitando che si trasformi in una fantasia. Parlare il più possibile con amici e familiari aiuta molto : esporre le aspettative, i risultati che si vogliono ottenere, i progetti. Questo continuo parlarne farà sì cheil progetto di cambiamento acquisti sempre più forza e realtà e ci permette di evidenziare eventuali errori, considerazioni o possibilità non ancora affrontate. Il fatto che molti cerchino di dissuadere chi vuole lasciare tutto creerà la necessità di avere un progetto solido ed argomentazioni valide. Cambiare vita non è una scelta priva di rischi. Lasciatevi la possibilità di tornare. Calcolare i rischi e accettare la possibilità di sbagliarsi deve essere una condizione indispensabile per poter imparare dai propri errori, migliorando i progetti alternativi del futuro. Si passa quindi dalla teoria alla pratica: armati di pazienza e perseveranza, senza lasciarsi guidare troppo da impulsi e improvvisazioni e considerando attentamente ciò che si è appreso finora, sapendosi sempre ben adattare e sapendo superare crisi e modifiche dei propri progetti, si sarà pronti ad affrontare un cambiamento radicale con tutte ciò che questo comporta.
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IL PARADISO E' PER I MORTI
di Porto Seguro.
Nessuno si offenda, per carità. La mia vuole essere solo una provocazione. Questa frase non è neppure mia ma di un americano che ha girato il mondo in lungo ed in largo e non ha mai trovato l'Eden sognato. Mi era piaciuta e quindi l'ho riportata come titolo provocatorio per lanciare questa discussione.
Vorrei fare alcune considerazioni con voi tutti che sognate di mollare tutto e cambiare vita. Io sono piu' di vent'anni che viaggio per il mondo con l'idea di trovare un paradiso dove fermarmi ma non l'ho mai fatto. Non per i motivi che molti hanno citato, ovvero la paura di non sbarcare il lunario. Personalmente non sono affetto da questa paura. Ho la convinzione e forse la presunzione di potermela cavare in qualsiasi posto del pianeta. Certo non arricchirmi, non mi interessa neppure. Ma sopravvivere non è poi cosi' difficile, e di questo particolare aspetto mi hanno convinto anche molte letture e approfondimenti sull'argomento. Se ti accontenti di una vita semplice puoi vivere ovunque. In alcuni posti del pianeta puoi addirittura vivere anche (o quasi) senza lavorare per nulla. Come facevano i nostri antenati. Ho delle persone di mia conoscenza che vivono nelle filippine senza avere alcun lavoro.
Quindi il mio problema non è come sopravvivere, ma se veramente questa vita ai margini della società (a cui molti di noi aspirano) sia poi veramente appagante.
I primi dubbi sul fatto che questa vita non fosse poi cosi' bella mi vennero un giorno di diversi anni fa quando incontrai a Milano una ragazza che viveva in Nuova Caledonia, uno di quei posti che per me erano nella Top List dei paradisi in cui poter vivere. Ad un certo punto della discussione questa ragazza mi disse qualcosa che mi fece poi riflettere per molti anni. Mi disse qualcosa del tipo " beati voi che potete vivere qui a Milano ... !! se solo potessi trasferirmi qui ... !" Stentavo a credere alle mie orecchie. Ma continuando la conversazione la ragazza mi confermò: In Nuova Caledonia si annoiava a morte ! Qualche anno dopo vidi sulla TV francese un documentario che si intitolava pressapoco "L'altra faccia della Polinesia". Il giornalista mostro' una serie di interviste a giovani polinesiani dalle quali si scopriva come la vita di queste persone fosse piatta, assolutamente noiosa, e che queste persone sognavano tutte di venire "nel continente".
Del resto se ci pensate bene l'umanità tutta viene da una vita semplice che però ha sempre cercato di riempire con passatempi, distrazioni, sport, letture e quant'altro per renderla meno monotona. Per dirla in poche parole: la vita dei nostri antenati era si' semplice e a contatto con la natura, ma era anche un gran noia. Di questo me ne resi conto quando intavolai conversazioni con la gente locale che viveva ai tropici. Erano circondati da una natura lussureggiante che a me faceva girare la testa, ma a loro non faceva assolutamente nessun effetto. Quando vivi ogni giorno circondato da palme, spiaggie bianche e mare turchese, queste cose diventano banali e perdono importanza. Ed ecco che magari, come succede a queste persone, sogni di andare a vivere a Milano ...
Ora, non pensate che io voglia dissuadervi dal fare il grande salto. Non è nelle mie intenzioni. Ed io stesso non ci ho mai veramente rinunciato. Anzi, sono sempre alla ricerca dell'Eden anche se poi quando leggo "Il Paradiso è per i morti" mi faccio una risatina e penso ... mah ! Forse è vero.
Credo che l'importante sia essere realisti. E quindi mi soffermero' su alcuni punti molto importanti.
1) Chi ama viaggiare non puo' vivere su un'isola
Chi ama viaggiare ed è una persona curiosa, non potrà mai vivere in un'isola sperduta nell'oceano ! Dopo qualche mese, sentirà di nuovo il bisogno di partire per scoprire nuovi orizzonti. Le persone che possono vivere felicemente su un'isola tropicale sono quei tipi di persone molto stanziali, abitudinarie, che sono in grado di ripetere le stesse azioni ogni giorno. Il paradosso è che questo genere di persone in genere sta benissimo in Italia e non pensa mai di andarsene.
2) Il Clima migliore non è quello tropicale.
Il Clima migliore, anche se pochi ci pensano, non è quello tropicale. La maggior parte di noi va nei tropici quando è inverno e la temperatura è sopportabile. Ma quelli che hanno provato ad andarci in estate sanno che tipo di sofferenza si prova con tutto quel caldo. Se vivete ai tropici tutto l'anno dovete mettere in conto una grossa spesa di energia elettrica per fare andare un condizionatore 24 ore su 24 nei mesi estivi. Inoltre vivere nel caldo umido non è affatto piacevole. Le pioggie ai tropici sono molto abbondanti e sono poche le persone che amano la pioggia. Se quindi la vostra scelta di cambiamento è dettata dal clima, sappiate che i climi migliori non sono poi tanto lontano da casa nostra. Le Isole Canarie sono in assoluto il posto al mondo con ilclima migliore: 20 Gradi in Inverno, 24 in Estate. Nessun altro posto al mondo vanta una cosi' piccola escursione termica tra l'estate e l'inverno. Ma ancora piu' vicino, il nostro sud Italia, Pantelleria, Lampedusa, la Grecia, il Marocco, la Tunisia, hanno dei climi moto piu' piacevoli di quello tropicale. Per chi ama le grandi Città, Sidney offre un'ottimo clima.
L'alternativa per chi vuole stare in zone tropicali e quella di stare in altitudine. In questo senso ho sentito parlare molto bene, in senso climatico della citta di Quito. Molti pensionati americani si stanno trasferendo li'.
3) I servizi sanitari buoni sono una chimera.
Se decidete di trasferirvi definitivamente all'estero dovete pensare e mettere in conto che potrebbe succedervi di avere bisogno di un piccolo intervento chirurgico e di determinate cure anche costanti, una volta che reggiungerete la tarda età. Difficilmente troverete nel mondo servizi sanitari di livello paragonabile a quelli occidentali. Le uniche eccezioni sono Cuba, e tutti i territori d'oltremare francesi come la Polinesia, Reunion, Nuova Caledonia etc.. Il problema è che in tutti i territori d'oltremare francesi, il costo della vita è altissimo, in alcuni casi piu' della Francia e quindi dell'Italia. Per quanto rigurada ad esempio il Marocco, che è molto di moda ultimamente per trasferirsi, mi hanno confermato dei locali che quando necessitano di cure mediche importanti se ne vanno in Francia ... Insomma, si torna sempre da mamma Europa. Inoltre mentre il sistema sociale in Europa permette alle persone di andare all'ospedale gratuitamente, in quasi tutto il resto del mondo dovrete pagarvi di tasca propria il vostro ricovero in ospedale, l'intervento, le cure etc ... In genere, in quasi tutti i paesi l'ospedale vi chiederà un'anticipo in denaro molto consistente prima di accettarvi in ospedale. Non pensate nemeno lontanamente che le cliniche all'estero abbiano questo tipo di approccio "semo tutti amici". La salute è un buisness ovunque. Anche ai tropici. Allora se non avete almeno 5 - 6000 Euro da anticipare all'ospedale, questi vi lasciano tranquillamente crepare sotto la vostra palma.
4) I diritti di proprietà non sono uguali in tutto il mondo.
Quello che molte persone che si sono trasferite non vi dicono è che non è cosi' semplice acquistare una proprietà all'estero. La reciprocità non esite. Mi spiego. Mentre un Thailandese puo' tranquillamente venire in Italia o in Europa e acquistarsi la casa che vuole, un italiano non puo' per legge acquisire una proprietà in Thailandia.
Ma allora tutti gli italiani che vivono in Thailandia come hanno fatto ? E' semplice, molti hanno sposato una Thailandese e hanno intestato la casa alla moglie (con tutti i rischi che questo comporta in caso di successivo divorzio), altri hanno contratto finti matrimoni (situazione illegale), altri ancora hanno dovuto aprire delle corporation in società con gente del posto (che spesso si conosce appena) e acquistare una casa con la società.
Anche in questo caso il rischio è enorme perche' il socio thailandese deve posserdere per legge la maggioranza della societa' e quindi puo' di fatto decidere quello che vuole). Questo discorso che ho fatto per la Thailandia vale per quasi tutti i paesi non occidentali, ad eccezione di quelli che hanno stipulato accordi precisi con i nostri paesi come ad esempio il Brasile. In Brasile un italiano puo' acquistare una proprieta' a pieno titolo esattamente come farebbe in Italia. Ho scritto piu' volte anche al sole24ore chiedendo loro di pubblicare una lista esaustiva di tutti i paesi del mondo dove è realmente possibile acquistare una proprietà a pieno titolo, ma non mi hanno mai risposto.
Anche l'aspetto tassazione della proprieta' e' importante. Una volta che avete comprato il vostro cottage sulla spiaggia bianca, dovrete pagare delle tasse in quanto proprietari. Queste tasse variano da pease a paese e spesso sono diverse se il proprietario è uno straniero invece che un locale. Anche su questo punto non sono mai riuscito a trovare una lista comparativa veramente esplicativa.
5) Il cibo.
Pensate veramente di poter tranquillamente a meno del cibo italiano ? Rendetevi conto che noi siamo dei privilegiati perche' insieme ai francesi viviamo nel paese con la cucina migliore al mondo. Questo è una fortuna, ma al tempo stesso una sfortuna, perche' il nostro palato è abituato fin dalla piu' tenera età ad una serie infinita di sfumature di sapori, che nel resto del mondo gli altri si sognano. Cio' comporta uno stress nel momento in cui voi toglierete al vostro corpo il piacere di tutte queste sfumature. Se pensate che sia una cosa senza importante vi sbagliate. Io ho parlato con persone che hanno lasciato l'italia da vent'anni e ancora non si sono abituati a sopperire alla mancanza dei sapori italiani. Spesso vengono in Italia per una breve vacanza per ritrovare quei sapori che hanno perso. Molti pensano che ormai con la globalizzazione si possano comprare i prodotti italiani in qualunque parte del globo ma non è cosi'. Anche se teoricamente il paese straniero in cui avete deciso di vivere potrebbe importare ogni genere di prodotto italiano, non lo fa perchè sarebbe poco redditizio importare prodotti che verrebbero consumati solo da una piccola comunita' di italiani emigrati. Per i prodotti freschi, poi è ancora piu' complicato. Non dimenticate che il cibo e' uno dei piaceri primordiale e fondamentali dell'uomo. Sottovalutarlo significa andare incontro ad una imprevista delusione.
Concludo ribadendo che non è mia intenzione dissuadere nessuno, anzi vorrei con questo mio intervento, che potrebbe sembrare un tantino troppo realistico e cinico, promuovere una discussione aperta, amichevole in cui ognuno possa esprimere il proprio pensiero e contestare anche tutti i punti di cui ho scritto sopra.
La cosa piu' bella nella vita è poter cambiare idea.
Un cordiale saluto a tutti da Porto Seguro.
marco.pelizza@email.it
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VIVERE IN THAILANDIA 22/4/2008
Massimiliano ci racconta la sua storia
La mia storia inizia il 23 Aprile del 1995 quando acquistai un pacchetto per la Jamaica per due settimane di vacanza tutto compreso: da “vero turista” e dove tutto era organizzato ! .
Mio padre che era stato marinaio prima di lavorare per quasi quarant' anni in banca, forse non troppo contento della sua vita, mi raccontava spesso dei suoi viaggi e un bel giorno mi regalo' un viaggio a mia scelta e mi disse: se vuoi rimanere all'estero e fare qualcosa in paesi stranieri ti aiutero'.
Pensaci: mi disse!
Prima di allora non ero mai stato all'estero.

Trascorrevo lunghi periodi sulle Dolomiti a sciare perchè facevo sci agonistico e quello sarebbe stato il mio primo viaggio “overseas” per usare un termine inglese.
Quando arrivai in Negril ero impaurito come un pulcino. La realta' era molto diversa dalla nostra.
Chiamavo tutti i giorni in Italia e pagavo bollette carissime per le mie
stupide telefonate, "appigli al mondo che avevo lasciato".
Dentro di me stavo però già meditando di rimanere all'estero magari al caldo.
Il caldo era molto meglio della neve e delle nostre patetiche citta' a volte freddissime e aride di rapporti umani. Da noi i diritti umani sono tanto acclamati ma sono visti in
maniera diversa prettamente razionali, non scaldano l'anima e gia' i Caraibi mi
riscaldavano dentro molto piu' della nostra fredda Europa; a quel punto ero quasi pronto per prendere la mia decisione.
Dopo sei mesi in Jamaica cominciai a parlare discretamente l'inglese e grazie a questo trovai lavoro in un albergo per un periodo, ma la vita nei Caraibi a mio avviso è un po' piatta e parlando con dei turisti italiani, mi dissero che la Thailandia era molto bella e così decisi di partire per l'Asia che vi assicuro, secondo me, è il posto più bello del mondo. Decisi di rimanere.
Adesso affitto appartamenti in una villa che ho fatto costruire e ho chiamato Villa Firenze ( in omaggio alla città da dove vengo), vivo con Poraya una ragazza thailandese da undici anni , e credo che sia questa la principale ragione per la quale sono rimasto: conoscere una
bella persona e vivere una vita insieme.
Ragazzi la vita e' proprio una scatola di cioccolatini, non abbiate paura di fare delle scelte, solo
guardate le cose passo passo, se sono rose fioriranno!
Se avete idea di andare via, acquistate magari un pacchetto come ho fatto io e dopo seguite il
vostro istinto, andate nel posto dei vostri sogni e vedete come ci state e se ve la sentite e avete la possibilita' restateci, sempre facendo attenzione a chi conoscete, ricordatevi che siete all'estero ! Spero che la mia esperienza possa essere di aiuto a qualcuno che decide di fare questo passo.
Se passate da Phuket venite a trovarmi. Ciao ragazzi.
Massimiliano
Qui di seguito pubblichiamo le foto di Villa Firenze che Massimiliano ha fatto costruire in stile italiano e che si trova in collina, a cinque minuti a piedi da Kamala Beach. Se desiderate informazioni su disponibilità e costi di affitto della villa scrivete a Massimiliano alla mail:
villa_firenze@hotmail.com


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venerdì, agosto 01
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Per coloro che vogliono SOLO VIVERE, senza preoccuparsi più di lavoro, tasse, pensieri, annessi e connessi.
Esiste la possibilità di vivere in qualche parte del Mondo, VIVENDO DAVVERO CON POCO ?
Potrebbe essere una soluzione estrema o adatta a tutti coloro ai quali non importa più possedere gli oggetti del consumismo, perché la vita com'è strutturata oggi non li rende sereni e felici.
Ricordate il Film THE BEACH (ambientato in Thailandia)?
La mia vuole essere solo una cordiale provocazione ed una simpatica sfida.
Proviamo a parlarne, così tanto per fantasticare un po'.
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Ultima modifica effettuata da sunman il Dom Ott 21, 2007 8:33 pm, modificato 12 volte in totale |
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Giax
Forum Admin

Iscritto: 08/06/2007 09:25
Messaggi: 224
Località: Marche
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Inviato: Dom Ott 21, 2007 7:03 am Oggetto: |
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OK, partiamo dal presupposto che 2 sono le cose davvero essenziali: un tetto sopra la testa ed il cibo quotidiano. Poi da lì si può solo salire.
Se consideriamo esperienze del tipo "Isola dei Famosi", si potrebbe pensare ad una cosa possibile o realizzabile soli ai fini della sopravvivenza.
Lì non hanno neanche un tetto sopra la testa e si e no una manciata di riso al giorno. Eppure vivono.
Ma noi cerchiamo di fare un discorso un po' più vicino ai parametri che conosciamo, anche se minimi.
Inizio col dire che ci sono paesi dove affittare una casa costa 40 euro al mese.
Sì avete letto bene ... 40 euro al mese!
E non parliamo di luoghi sperduti o impraticabili.
Cito ad esempio AO NANG vicino KRABI nella splendida THAILANDIA
o AQUIRAZ nel Nord Est del BRASILE (antica capitale dello Stato del Cearà, a 30 km da FORTALEZA, per intenderci).
Sono entrambi luoghi di mare, davvero belli e gradevoli.
Ad Aquiraz (3 km dal mare) si riesce a comprare una vecchia casa anche a 1.000 euro. Poi ovvio bisogna risistemarla.
Per il cibo in questi luoghi si può spendere anche 1 euro al giorno a persona.
Ecco che l'ipotesi potrebbe rendersi possibile e si comincia a materializzare.
Se poi l'esperienza viene vissuta in più persone, è chiaro che i costi si abbassano ulteriormente.
Si ha quindi una Casa e si ha del Cibo per nutrirsi.
E' sempre estate! E si può vivere, andando tutti i giorni in spiaggia, passeggiando la sera sul lungomare,
e magari riuscire a formare una propria PICCOLA COMUNITA'.
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giovedì, luglio 31
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- Dai alla gente più di quello che si aspetta e fallo con gusto.
- Memorizza il tuo poema preferito.
- Non credere in tutto quello che ascolti, non spendere tutto quello che possiedi e non dormire quanto vorresti.
- Quando dici "ti amo", dillo sul serio...
- Quando dici "mi dispiace", guarda negli occhi la persona.
- Mantieni un fidanzamento di almeno sei mesi prima di sposarti.
- Credi nell'amore a prima vista.
- Non prenderti gioco mai dei sogni degli altri.
- Ama profondamente e appassionatamente. Puoi uscirne ferito, però è l'unico modo di vivere la vita completamente.
- In caso di disaccordi, sii leale. Non offendere.
- Non giudicare gli altri per i loro parenti.
- Parla lentamente, ma pensa con rapidità.
- Se qualcuno ti fa una domanda alla quale non vuoi rispondere, sorridi e ricorda che il più grande amore e i maggiori successi comportano maggiori rischi.
- Chiama la mamma.
- Quando perdi, non perdere la lezione.
- Ricorda le tre "R" : Rispetto verso te stesso; Rispetto verso gli altri; Responsabilità per tutte le tue azioni.
- Non permettere che una piccolo disguido danneggi una grande amicizia.
- Quando ti rendi conto che hai commesso un errore, correggilo immediatamente.
- Sorridi quando rispondi al telefono. Chi ti chiama lo potrà sentire nella tua voce.
- Sposati con un uomo/donna al quale piaccia conversare. Quando sarete anziani, la vostra abilità nel conversare sarà più importante di qualsiasi altra.
- Passa un po' di tempo in solitudine.
- Mangia molto riso integrale.
- Apri le braccia al cambiamento, però non disfarti dei tuoi valori.
- Ricorda che il silenzio è ,a volte, la migliore risposta.
- Leggi più libri e guarda meno la TV.
- Vivi una vita buona e onorabile. Più tardi, quando sarai vecchio e ricorderai il passato, vedrai come la potrai godere per la seconda volta.
- Abbi fiducia in Dio, ma chiudi bene la tua auto.
- Una atmosfera amorosa in casa è importante.Fai tutto il possibile per creare un ambiente tranquillo e armonioso.
- In caso di disaccordi con i tuoi cari, dai importanza alla situazione presente.
- Non rivangare il passato.
- Condividi le tue conoscenze. E' un modo per ottenere l'immortalità.
- Sii gentile con il pianeta...
- Prega. E' racchiuso un potere incommensurabile nella preghiera.
- Non interrompere mai qualcuno che ti stia mostrando affetto.
- Fatti i fatti tuoi.
- Non fidarti di un uomo/donna che non chiuda gli occhi quando lo/la baci.
- Una volta all'anno, visita un luogo nel quale tu non sia mai stato.
- Se guadagni molto denaro, mettilo a disposizione per aiutare gli altri quando sei ancora in vita. Questa è la maggiore soddisfazione che la fortuna ti possa dare.
- Ricorda che non ottenere quello che vuoi è ,a volte, un colpo di fortuna.
- Impara tutte le regole e poi, infrangine qualcuna...
- Ricorda che la migliore relazione è quella in cui l'amore fra due persone è più grande della necessità che avete l'uno per l'altra.
- Giudica il tuo successo in relazione a ciò a cui dovesti rinunciare per ottenerlo.
- Approccia l'amore e la cucina con un certo temerario abbandono.
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